Crediti urgenti: il Consiglio federale respinge la proposta di modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione
Berna, 21.10.2026 — Nella seduta del 21 ottobre 2026 il Consiglio federale ha adottato il suo parere sull’iniziativa parlamentare 24.400 «Crediti urgenti. Conseguenze dei decreti dell’Assemblea federale», depositata dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N). L’Esecutivo è dell’avviso che la modifica proposta potrebbe limitare notevolmente la capacità di agire dello Stato nelle situazioni di crisi e generare rischi per la Confederazione sul piano finanziario e giuridico. Chiede pertanto la non entrata in materia sul progetto.
La maggioranza della CIP-N vorrebbe che la mancata approvazione a posteriori di crediti urgenti da parte dell’Assemblea federale sia sempre giuridicamente efficace. In tal caso, il Consiglio federale dovrebbe chiedere, a prescindere dalle circostanze specifiche e dalle conseguenze giuridiche, la restituzione delle uscite effettuate e la revoca degli impegni assunti dalla Confederazione.
Il Consiglio federale respinge questa proposta di modifica per molteplici ragioni. Una situazione di emergenza può richiedere non soltanto un intervento rapido e determinato da parte del Consiglio federale, ma anche un intervento finanziario tempestivo da parte della Confederazione. In tale frangente, l’Esecutivo deve salvaguardare gli importanti interessi pubblici della Confederazione, ad esempio tutelare la sicurezza pubblica e la salute, preservare il funzionamento dell’economia nazionale o assicurare l’approvvigionamento economico del Paese. Per alleviare in modo efficace una situazione di emergenza, le parti contraenti devono poter contare sul fatto che la Confederazione rispetterà gli accordi contrattuali e finanziari stabiliti.
La procedura d’urgenza si è rivelata efficace
Per le uscite che non ammettono rinvii, la legge federale sulle finanze della Confederazione prevede una procedura d’urgenza. Un impegno finanziario urgente della Confederazione richiede pertanto il previo consenso della Delegazione delle finanze delle Camere federali. Una volta ottenuto il consenso, il Consiglio federale può utilizzare immediatamente il credito. In seguito, Il credito urgente viene sottoposto per approvazione a posteriori all’Assemblea federale. Tuttavia, la mancata approvazione a posteriori di crediti urgenti da parte dell’Assemblea federale non produce effetti giuridici sugli impegni che la Confederazione ha già dovuto assumere in ragione dell’urgenza. L’iniziativa parlamentare intende proprio modificare questa procedura d’urgenza, che peraltro si è rivelata efficace negli ultimi decenni in diverse situazioni di crisi.
La capacità di agire del Consiglio federale sarebbe limitata
Con la proposta della CIP-N, gli strumenti rivelatisi efficaci nella gestione delle crisi, in particolare le fideiussioni e le garanzie della Confederazione, non potrebbero più essere impiegati allo stesso modo: se fossero subordinati, per diverse settimane, all’approvazione del Parlamento, tali strumenti sarebbero de facto privi di valore per la ricerca rapida di soluzioni. Inoltre, qualora debba procurarsi in breve tempo beni molto richiesti a livello internazionale, quali medicamenti o materiale di protezione, in caso di mancata approvazione a posteriori del credito la Confederazione potrebbe essere tenuta a risarcire i danni.
L’importanza che può avere una procedura d’urgenza celere e vincolante è emersa, ad esempio, durante la crisi scatenata dall’epidemia di COVID-19: allora la Delegazione delle finanze approvò il credito d’impegno per le fideiussioni solidali entro tre giorni, consentendo così di concedere i primi crediti transitori appena dieci giorni dopo la proclamazione del lockdown. Con la proposta della CIP-N, invece, ciò avrebbe richiesto diverse settimane.
Anche nella gestione della crisi legata all’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS, l’intervento rapido e incondizionato del Consiglio federale è stato decisivo. Senza l’intervento statale, un crollo disordinato di Credit Suisse – considerata la sua rilevanza sistemica – avrebbe compromesso in modo significativo la stabilità del sistema finanziario svizzero e internazionale nonché arrecato gravi danni all’economia svizzera.
Allegati
Iniziativa parlamentare 24.400 «Crediti urgenti. Conseguenze dei decreti dell’Assemblea federale»