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Comunicato stampaPubblicato il 17 luglio 2026

Il consigliere federale Beat Jans in visita a Dublino e Londra: la Svizzera entra a far parte dell’Alleanza dei porti europei.

Berna, 17.07.2026 — Il 16 luglio 2026 il consigliere federale Beat Jans ha partecipato a Dublino a un incontro informale dei ministri degli interni dell'UE (Consiglio GAI), incentrato sulla lotta alla criminalità organizzata. In occasione della conferenza, la Svizzera è entrata a far parte dell’Alleanza dei porti europei. Si profila, inoltre, la possibilità che, in quanto Stato associato a Schengen, la Svizzera ottenga un migliore accesso ai dati di Europol. Il 17 luglio 2026 la delegazione svizzera si è recata a Londra, dove il consigliere federale Beat Jans ha avuto un colloquio con il vice primo ministro e ministro della giustizia britannico David Lammy. A Londra hanno avuto luogo anche una visita alla National Crime Agency e un incontro con esperti incentrato sulla criminalità finanziaria internazionale e la corruzione.

Durante la riunione di Dublino del 16 luglio 2026 con i ministri della giustizia e degli interni dell’UE, l’attenzione si è incentrata su questioni relative alla sicurezza interna. Dopo il via libera dei Cantoni di Basilea Città e Basilea Campagna, il consigliere federale Jans ha annunciato ufficialmente la partecipazione della Svizzera all’Alleanza dei porti europei. L’obiettivo principale dell’Alleanza è la cooperazione internazionale volta alla lotta al traffico di stupefacenti gestito da parte di reti criminali organizzate a livello internazionale. Di centrale importanza è il partenariato pubblico-privato (PPP), che prevede workshop congiunti e formati di scambio tra porti, autorità doganali e autorità addette alla sicurezza. La Svizzera partecipa a questa iniziativa con i porti renani svizzeri, l’Ufficio federale di polizia, l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini e le polizie di Basilea Città e Basilea Campagna.

Cooperazione europea

I ministri hanno inoltre discusso le possibilità dell’UE per condividere dati con Stati terzi nei settori della sicurezza e della lotta alla criminalità organizzata. In quanto Stato associato a Schengen, la Svizzera fa infatti già parte di numerose forme di cooperazione, ad esempio ha accesso al sistema d’informazione Schengen (SIS). Nel 2025, nel sistema erano presenti 39 098 risultati riguardanti la Svizzera, di cui 21 518 in territorio elvetico e 17 580 all’estero, in seguito a segnalazioni emesse dalle autorità svizzere.

In futuro, la Svizzera mira a ottenere un accesso diretto alle banche dati Europol che, oltre a contenere informazioni su criminalità internazionale e organizzata, cibercriminalità, terrorismo e persone sospette e condannate, permettono l’accesso ad altre informazioni di competenza della polizia non reperibili in una semplice banca dati di ricerca. L’accesso diretto ai dati di Europol consentirebbe pertanto alla Svizzera di contrastare in modo più rapido, e dunque più efficace, numerosi fenomeni di criminalità transfrontaliera. Il potenziamento della cooperazione internazionale costituisce uno dei campi d’azione definiti nella Strategia della Svizzera per la lotta alla criminalità organizzata.

Il progetto del regolamento Europol, presentato dalla Commissione europea a giugno 2026, prevede la possibilità di concedere agli Stati associati a Schengen, nell’ambito di un accordo, sia l’accesso ai dati che ulteriori possibilità di rafforzare la cooperazione.

Regno Unito: sicurezza in primo piano

Anche durante la visita a Londra del 17 luglio 2026, le questioni inerenti alla sicurezza hanno avuto un ruolo centrale. Il consigliere federale Beat Jans ha incontrato il vice primo ministro e ministro della giustizia britannico David Lammy, con il quale ha discusso la lotta alla criminalità internazionale e i provvedimenti volti a contrastare la violenza di genere.

A Londra, il consigliere federale ha anche colto l’occasione per incontrare esperti di criminalità finanziaria internazionale e corruzione, e per visitare la National Crime Agency (NCA), la polizia giudiziaria del Regno Unito. Inoltre, si è recato al Centro internazionale di coordinamento anticorruzione (International Anti-Corruption Coordination Centre, IACCC), un’organizzazione internazionale che dal 2017 è impegnata nella lotta alla corruzione. La Svizzera, al momento in qualità di osservatrice, partecipa agli incontri del Governance Board di IACCC.