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Comunicato stampaPubblicato il 22 aprile 2026

Il Consiglio federale valuta misure volte ad accelerare i progetti di edilizia residenziale

Berna, 22.04.2026 — Il Consiglio federale intende limitare la possibilità dei privati di ricorrere contro i progetti di costruzione e sancire nella legislazione lo sviluppo centripeto come interesse nazionale. Questa e altre misure mirano ad accelerare le procedure di pianificazione e di autorizzazione edilizia. È quanto emerge da un rapporto in adempimento dei postulati approvato dal Consiglio federale nella sua seduta del 22 aprile 2026. Il DATEC elaborerà un progetto da porre in consultazione entro la fine del 2026.

Il Consiglio federale sottolinea che la maggior parte delle procedure di pianificazione e di autorizzazione edilizia viene portata a termine in tempi ragionevoli. Tuttavia, vi sono sempre procedure che richiedono tempi oltremodo lunghi. In particolare, opposizioni e ricorsi possono ritardare o addirittura impedire i progetti di edilizia residenziale. Alla luce della penuria di abitazioni, il Consiglio federale prevede quindi misure volte ad accelerare i processi.

La costruzione di abitazioni nell’ottica di uno sviluppo centripeto degli insediamenti deve quindi essere sancita nella legislazione in quanto interesse nazionale. A tal fine, il Consiglio federale intende creare una base giuridica per stabilire i criteri secondo i quali un progetto di edilizia residenziale può essere considerato di interesse nazionale. Nella ponderazione degli interessi sarebbe pertanto attribuito maggior peso a tali progetti, in particolare rispetto alla protezione di siti caratteristici e monumenti. Ciò aumenterebbe la probabilità che tali progetti possano essere realizzati.

Il Consiglio federale prevede inoltre di limitare il diritto di ricorrere dei privati e le censure ammissibili nell’ambito dei procedimenti dinanzi al Tribunale federale. In aggiunta, prevede di obbligare i Cantoni ad adottare misure volte a mettere le spese procedurali a carico dell’opponente qualora l’abuso dei mezzi di impugnazione sia dimostrato. Si parla di abuso dei mezzi di impugnazione quando l’opposizione ha il solo scopo di impedire o ritardare un progetto.

Il Consiglio federale sottolinea che le possibilità della Confederazione sono limitate, poiché le procedure di pianificazione e di autorizzazione edilizia rientrano nell’ambito di competenza dei Cantoni. La Confederazione non ha ad esempio la competenza di introdurre scadenze vincolanti per il disbrigo delle procedure cantonali d’autorizzazione edilizia, né di obbligare i Cantoni a condurre le procedure in forma elettronica. Il Consiglio federale raccomanda ai Cantoni di adottare tali misure, le quali sul lungo termine avrebbero un effetto accelerante.

Sarebbe, invece, ipotizzabile una normativa che obblighi i Cantoni ad adottare misure volte a incrementare la densità delle zone edificabili e a impedire opposizioni abusive. D’altra parte, il Consiglio federale ritiene di disporre di una libertà d’azione limitata per sostenere l’idea di riscuotere emolumenti per le opposizioni respinte. La possibilità di ricorrere va mantenuta aperta per tutti gli aventi diritto, e non solo per quelli la cui situazione finanziaria lo permette.

Secondo il Consiglio federale, un fattore all’origine della lunga durata di alcune procedure è la crescente complessità del diritto edilizio e della pianificazione, che comporta che le domande di costruzione siano spesso lacunose e qualitativamente insufficienti, necessitando rielaborazioni. A tale proposito si raccomanda di pubblicare le domande di costruzione solo se complete. Inoltre, molte autorità competenti per il rilascio delle autorizzazioni non dispongono di personale sufficiente o sufficientemente qualificato per un disbrigo tempestivo dei dossier complessi.

Le misure proposte sono oggetto di un rapporto in adempimento di cinque postulati presentati dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati e fanno parte del Piano d’intervento contro la penuria di abitazioni della Confederazione. Il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di sottoporgli entro la fine del 2026 un progetto da porre in consultazione.

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Accelerare le procedure nel diritto della pianificazione territoriale e nel diritto edilizio