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Comunicato stampaPubblicato il 6 maggio 2026

Il Consiglio federale avvia la consultazione relativa all’ordinanza sull’imposizione minima

Berna, 06.05.2026 — Nella seduta del 6 maggio 2026, il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione concernente la modifica dell’ordinanza del 22 dicembre 2023 sull’imposizione minima (OImM; RS 642.161). Così facendo, l’Esecutivo attua le richieste contenute in due mozioni dello stesso tenore che chiedono di applicare un orientamento amministrativo dell’OCSE con un anno di ritardo rispetto a quanto previsto a livello internazionale.

Dal 1° gennaio 2024, le grandi imprese attive su scala mondiale sono assoggettate in Svizzera all’imposizione minima dell’OCSE, pari al 15 per cento. Sulla base di una disposizione costituzionale accolta nel 2023 da Popolo e Cantoni, il Consiglio federale ha attuato tale imposizione minima mediante una rispettiva ordinanza (OImM). Quest’ultima garantisce un’applicazione in Svizzera conforme alle norme tipo dell’OCSE, evitando così che imprese nel nostro Paese siano soggette a un’imposizione minima all’estero e a una maggiore incertezza giuridica.

Con le mozioni 25.4392 e 25.4399 il Parlamento ha chiesto una deroga a un aspetto specifico delle norme tipo dell’OCSE. Nello specifico, si tratta di un orientamento amministrativo che stabilisce come attività fiscali differite risalenti al periodo precedente all’introduzione dell’imposizione minima vengano incluse nel calcolo dell’aliquota fiscale effettiva. Tale orientamento è stato adottato e pubblicato dai Paesi membri nel gennaio 2025, ma è considerato un’interpretazione delle norme tipo già a partire dall’entrata in vigore dell’imposizione minima e si applica quindi a tutti gli esercizi a partire dal 2024.

Tuttavia, secondo le mozioni, quest’orientamento troverebbe applicazione in Svizzera solo a partire dall’esercizio 2025 in quanto, al momento della sua pubblicazione, l’esercizio 2024 era già concluso. A causa della deroga alle norme tipo dell’OCSE, armonizzate a livello internazionale, l’Esecutivo aveva raccomandato di respingere le mozioni.

Per la maggior parte delle imprese interessate dall’imposizione minima, la modifica dell’ordinanza non dovrebbe produrre alcun effetto. Nel caso di alcune imprese essa potrebbe tuttavia comportare una riduzione dell’imposta integrativa nazionale («qualified domestic minimum top-up tax», QDMTT) riscossa in Svizzera nell’esercizio 2024; in determinate circostanze questo sgravio verrebbe per contro neutralizzato da un’imposta integrativa internazionale («income inclusion rule», IIR) riscossa all’estero. Questa situazione riguarda, ad esempio, le entità costitutive svizzere di gruppi di imprese che hanno la sede fiscale principale nell’UE. Per tali gruppi di imprese l’onere fiscale risulta quindi in ultima analisi invariato, mentre aumenta l’onere amministrativo per la dichiarazione fiscale all’estero.

Per il periodo fiscale 2024, l’adeguamento dell’ordinanza potrebbe comportare una riduzione una tantum del gettito dell’imposta integrativa svizzera. Una stima di tali minori entrate non è tuttavia possibile.

La consultazione durerà fino al 14 luglio 2026. Gli adeguamenti entreranno in vigore immediatamente dopo la decisione del Consiglio federale relativa alla modifica dell’ordinanza.

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