La CNPT pubblica il rapporto di attività 2025
Berna, 29.06.2026 — Nel suo rapporto di attività, pubblicato oggi, la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) presenta i principali risultati delle sue attività di controllo dei diritti umani, come previsto dalla legge. Nel 2025, la Commissione si è interessata alle conseguenze della sovrappopolazione carceraria sulle condizioni di detenzione delle persone in carcere. Considerati i tassi di occupazione elevati in diversi istituti penitenziari in Svizzera, la Commissione intende presentare nel suo rapporto di attività i principali rischi derivanti dalla sovrappopolazione carceraria per i diritti fondamentali e i diritti umani delle persone detenute.
«Il rispetto e la protezione della dignità umana sono un obbligo costituzionale (art. 7 Cost). Si tratta di una garanzia universale che non dipende dal reato, dalla colpevolezza o dallo status degli individui. La dignità umana costituisce il principio guida supremo dell'azione dello Stato, inclusa nei confronti delle persone detenute», sottolinea Martina Caroni, presidente della Commissione.
Le visite della Commissione presso gli istituti di privazione della libertà nel 2025 hanno evidenziato che la sovrappopolazione carceraria limita ulteriormente la vita privata delle persone detenute, aumenta il rischio di violenza, riduce le opportunità di attività fisica e di occupazione e peggiora la qualità delle cure mediche. Ciò viola i diritti fondamentali e i diritti umani delle persone detenute e compromette il raggiungimento degli obiettivi centrali della detenzione, in particolare la prevenzione della recidiva e la reintegrazione sociale.
La Commissione ha inoltre constatato, nel corso delle sue visite, che la sovrappopolazione carceraria mette a dura prova le risorse dell'istituto e ha un impatto diretto sulle condizioni di lavoro del personale.
La creazione di nuovi posti detentivi mediante la costruzione di nuovi penitenziari o l'ampliamento di quelli esistenti non risolverà, da sola, il problema della sovrappopolazione carceraria. «Secondo la Commissione, per risolvere in modo duraturo il problema della sovrappopolazione carceraria, è necessario mettere in atto una strategia globale di riduzione del numero di persone detenute a livello cantonale. Per riuscirci, tutti gli attori coinvolti devono collaborare», conclude Martina Caroni, presidente della Commissione.
Nel 2025, la CNPT ha inoltre proseguito le proprie attività prioritarie. La Commissione ha visitato 26 istituti in cui le persone sono private della libertà o sottoposte a misure restrittive della libertà di movimento. Si trattava, nello specifico, di un posto di polizia cantonale, otto centri per l'esecuzione di pene e misure, un istituto per l'esecuzione della detenzione amministrativa in applicazione del diritto degli stranieri, un istituto psichiatrico, tre istituti case di cura per anziani e dodici centri federali per richiedenti asilo (CFA). Infine, la Commissione ha accompagnato nell'ambito del monitoraggio dell'esecuzione 46 rinvii coatti per via aerea di livello 4.
Nei centri federali per richiedenti l’asilo, la Commissione ha constatato che vi erano sempre ancora persone vulnerabili ospitate in rifugi della protezione civile (PC). La Commissione ritiene che il collocamento in rifugi della PC sia problematico dal punto di vista dei diritti umani. Le ragioni sono da ricercare nell'esiguità degli spazi, nell'assenza di luce naturale, nella scarsa qualità dell'aria, nella presenza di muffa e negli spazi di riposo aperti sottoposti a un rumore di ventilazione continuo. La Commissione ha raccomandato di rinunciare, per quanto possibile, all'alloggio in rifugi della PC e, se ciò non fosse possibile, di limitarlo a soggiorni di breve durata. Le persone vulnerabili non dovrebbero mai essere ospitate in questo tipo di strutture.