Prodotti fitosanitari: evasione delle domande di omologazione pendenti entro il 2032
Berna, 25.09.2026 — Per poter essere immessi sul mercato, i prodotti fitosanitari devono prima essere omologati dalla Confederazione. In tale contesto vengono verificate l’efficacia dei prodotti e i rischi che essi comportano per gli esseri umani e l’ambiente. A causa della complessità di queste verifiche, a fronte di risorse di personale limitate, il numero delle domande di omologazione pendenti è aumentato nel corso di diversi anni. Le richieste in sospeso ritardano in particolare l’immissione sul mercato di prodotti fitosanitari moderni. Nella sua seduta del 25 settembre 2026, il Consiglio federale ha deciso che tutte le domande di omologazione pendenti siano evase entro sei anni.
Per proteggere le piante coltivate da parassiti o infestazioni fungine, gli agricoltori hanno bisogno di prodotti fitosanitari efficaci e sicuri. I rischi e l’efficacia dei prodotti vengono sottoposti a una verifica scientifica nell’ambito di una procedura di omologazione da parte della Confederazione. Presso le autorità competenti (Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria USAV, Ufficio federale dell’ambiente UFAM, Ufficio federale dell’agricoltura UFAG, Segreteria di Stato dell’economia SECO) sono tuttavia pendenti diverse centinaia di domande di omologazione, anche a causa della complessità di queste verifiche, il che comporta lunghi tempi di attesa. Inoltre, vengono concesse omologazioni in situazioni di emergenza per prodotti fitosanitari più vecchi, poiché i prodotti sostitutivi moderni sono ancora in fase di omologazione.
Negli ultimi anni l’Amministrazione federale è riuscita a ridurre il numero delle domande pendenti da oltre 700 a circa 525. Tuttavia, la loro evasione non procede abbastanza rapidamente. Nella sua seduta del 25 settembre 2026, il Consiglio federale vuole che le domande pendenti siano evase entro un termine ragionevole, anche con l’obiettivo di colmare lacune nell’ambito dei prodotti fitosanitari, poiché per determinati organismi nocivi in alcuni casi non esistono più prodotti disponibili sul mercato. Occorre garantire le risorse necessarie a livello di personale per evadere le domande e digitalizzare ulteriormente la procedura di omologazione, anche per renderla più efficiente e più orientata al cliente. Parallelamente, in futuro i richiedenti dovranno essere informati meglio sullo stato di avanzamento delle loro domande e si dovranno ridurre le interfacce tra gli uffici.
Finanziamento e adeguamento delle tasse
Per far fronte agli investimenti previsti, entro il 2032 saranno necessari circa 18 milioni di franchi presso l’USAV e l’UFAG (16 mio. USAV; 2 mio. UFAG). Il finanziamento è garantito dal processo ordinario di preventivazione, fermo restando che, a partire dal 2028, le risorse necessarie dovranno essere compensate mediante un aumento delle tasse di omologazione. Per il 2027, i due uffici presenteranno al Parlamento una richiesta di credito suppletivo per un totale di 2,8 milioni di franchi.
I costi relativi alle procedure di omologazione della Confederazione sono attualmente coperti solo per circa il 15 per cento. Il Consiglio federale intende pertanto allineare maggiormente le tasse ai costi effettivi: a tal fine, il grado di copertura dei costi dovrà essere adeguato al livello delle autorizzazioni dell’UE di circa il 50 per cento. Il DFI presenterà al Consiglio federale una modifica della relativa ordinanza sulle tasse entro la fine del 2027.
Le misure previste rafforzano le capacità e l’efficienza della procedura di omologazione dei prodotti fitosanitari e tengono conto del contesto organizzativo e finanziario degli uffici federali coinvolti. Il Consiglio federale le ritiene appropriate ed efficaci per evadere tutte le domande di omologazione pendenti entro il 2032.