Ucraina e sanzioni: parità di trattamento garantita anche senza una nuova legge sugli obblighi di neutralità
Berna, 22.04.2026 — Al termine della procedura di consultazione, il 22 aprile 2026 il Consiglio federale ha deciso di non dare seguito al progetto di «legge federale sul rispetto degli obblighi di neutralità in relazione alla situazione in Ucraina». I divieti di esportazione e di transito rilevanti dal punto di vista del diritto della neutralità continueranno a essere disciplinati dall’attuale legislazione sul materiale bellico e sul controllo dei beni a duplice impiego. Il diritto della neutralità è dunque garantito anche in assenza di una nuova legge. La decisione non comporta alcuna modifica delle sanzioni nei confronti della Russia.
Il 28 febbraio 2022 il Consiglio federale aveva deciso di aderire alle sanzioni imposte dall’Unione europea (UE) nei confronti della Russia a seguito della guerra di aggressione condotta da quest’ultima contro l’Ucraina, rafforzando così il loro impatto.
Basandosi sulla legge sugli embarghi, subito dopo il Consiglio federale aveva adottato i divieti di esportazione emanati dall’UE nei confronti della Russia per varie categorie di beni: da un lato quelli già disciplinati da altre leggi, vale a dire il materiale bellico, i beni militari speciali e i beni a duplice impiego e, dall’altro, i beni non controllati, come i beni industriali e tecnologici. Inoltre, in applicazione dell’articolo 184 capoverso 3 della Costituzione federale e per motivi legati al diritto della neutralità, il Consiglio federale ha in parte esteso all’Ucraina le restrizioni riguardanti i beni impiegati in ambito militare. Ad esempio, ha vietato la consegna di materiale bellico e di beni militari speciali a questo Paese e ha subordinato all’obbligo di autorizzazione l’esportazione in Ucraina di beni a duplice impiego e di determinati beni non controllati utilizzabili a fini militari.
Il periodo di validità delle misure che si basano sull’articolo 184 capoverso 3 della Costituzione («diritto di necessità») è limitato a un massimo di quattro anni e può essere prorogato una sola volta. Le disposizioni dell’ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina decadono automaticamente entro sei mesi dall’entrata in vigore della proroga se il Consiglio federale non sottopone all’Assemblea federale il progetto di una base legale per il contenuto dell’ordinanza.
Risultati della procedura di consultazione
Il 19 novembre 2025 il Consiglio federale aveva avviato la procedura di consultazione per una base legale che sostituisse quella attuale, fondata sul diritto di necessità. Dalla consultazione, che si è conclusa il 6 marzo 2026, è emerso che la maggioranza dei Cantoni è favorevole al progetto, in particolare per l’assenza di ripercussioni sulle loro finanze e sul loro personale e per fatto che il progetto non comporterebbe modifiche materiali.
Al contrario, la maggioranza dei partiti politici che hanno partecipato alla consultazione nonché le associazioni economiche e altre organizzazioni hanno espresso parere negativo. In particolare, è stato criticato il fatto che, secondo loro, l’interpretazione del diritto della neutralità è troppo estensiva e che alcuni dei beni in questione non devono essere considerati utilizzabili a fini militari.
Rinuncia al progetto di legge
Oltre che dall’ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina, il materiale bellico, i beni militari speciali e i beni a duplice impiego sono già disciplinati dalla legislazione sul materiale bellico e sul controllo dei beni a duplice impiego. Altri beni non controllati e potenzialmente utilizzabili a fini militari sono disciplinati esclusivamente dall’ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina e sono soggetti all’obbligo di autorizzazione. Essendo emerso che, nella pratica, i beni in transito attraverso l’Ucraina non vengono utilizzati a scopi militari, bensì a scopi civili, negli ultimi 4 anni tutte le domande di esportazione di tali beni sono state autorizzate.
Alla luce di tutto ciò, il 22 aprile il Consiglio federale ha deciso di non portare avanti il progetto di legge. I divieti di esportazione e di transito rilevanti dal punto di vista del diritto della neutralità continueranno a essere disciplinati dall’attuale legislazione sul materiale bellico e sul controllo dei beni a duplice impiego. Ciò consentirà di assicurare la neutralità. Per questo la decisione non influirà sulle sanzioni nei confronti della Russia.