Ucraina: il Consiglio federale attua il 20° pacchetto di sanzioni secondo la prassi seguita finora
Berna, 19.08.2026 — Il 19 agosto 2026 il Consiglio federale ha deciso di adottare le ulteriori misure del 20° pacchetto di sanzioni dell’Unione europea (UE) nei confronti della Russia secondo la prassi seguita finora. I nuovi provvedimenti entreranno in vigore il 20° agosto 2026. Già il 22 maggio 2026 la Svizzera aveva inserito 115 persone fisiche e organizzazioni nel proprio elenco delle sanzioni.
In risposta al protrarsi della guerra della Russia contro l’Ucraina, il 23 aprile 2026 l’UE ha adottato nuove misure nei confronti della Russia (20° pacchetto di sanzioni). Questi provvedimenti mirano, tra l’altro, a indebolire ulteriormente il settore russo dell’energia e a impedire operazioni di elusione.
Il 22 maggio 2026 il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) aveva già provveduto a sanzionare altre 115 persone fisiche e organizzazioni (comunicato stampa). Attualmente sono quindi circa 2790 le persone fisiche, le imprese e le organizzazioni sottoposte al blocco degli averi in relazione alla guerra russa contro l’Ucraina.
Misure nel settore dell’energia
Nel settore dell’energia il Consiglio federale ha emanato nuovi divieti di prestazione di servizi relativi alle navi cisterna per il gas naturale liquefatto, alle navi rompighiaccio e ai terminali di gas naturale liquefatto stabiliti in Russia. Inoltre, la vendita di navi cisterna alla Russia è ora vietata. Allo stesso modo, gli accordi di vendita di navi cisterna verso Paesi terzi devono ora contenere una clausola contrattuale che ne vieti la cessione alla Russia.
Provvedimenti in ambito commerciale
La Svizzera, analogamente all’UE, attiva per la prima volta il cosiddetto Anti-Circumvention-Tool, il cui scopo è impedire efficacemente l’aggiramento delle sanzioni esistenti attraverso Paesi terzi. Questo provvedimento comporta nello specifico il nuovo divieto di esportazione di determinati beni sensibili verso il Kirghizistan.
Inoltre, il Consiglio federale ha deciso di estendere l’attuale divieto di esportazione dei beni destinati al rafforzamento militare e tecnologico della Russia, nonché dei beni destinati al potenziamento dell’industria russa. Infine, vengono introdotte ulteriori restrizioni all’importazione di beni economicamente importanti, che garantiscono alla Russia entrate considerevoli.
Misure finanziarie
In ambito finanziario il Consiglio federale vieta ora l’utilizzo di piattaforme russe per il trasferimento e lo scambio di criptovalute. La misura mira a impedire che la Russia possa ricorrere a mezzi di pagamento alternativi per aggirare le sanzioni. È inoltre vietato fornire sostegno allo sviluppo di determinate criptovalute russe, come il rublo digitale.
Altre misure
Il Consiglio federale ha adottato ulteriori misure a difesa delle imprese svizzere, in particolare per la tutela dei loro diritti di proprietà intellettuale o per proteggerle da sentenze giudiziarie russe abusive. Il divieto già in vigore relativo all’accettazione di donazioni da parte del governo russo è stato esteso alle imprese operanti nel settore della ricerca e dell’innovazione, nonché agli istituti di ricerca e di formazione.
Per maggiori informazioni:
Imprese:
sanctions@seco.admin.ch
058 464 08 12