Svizzera e Singapore firmano un trattato di assistenza giudiziaria
Berna, 21.01.2026 — Svizzera e Singapore intendono rafforzare la loro cooperazione nella lotta contro la criminalità internazionale. Il 21 gennaio 2026, il consigliere federale Beat Jans e il ministro della giustizia singaporiano Edwin Tong hanno firmato a Berna un trattato bilaterale di assistenza giudiziaria in materia penale, approvato dal governo di Singapore a fine 2025. Il Consiglio federale lo aveva già approvato il 13 dicembre 2024, autorizzandone la firma.

Già oggi, in virtù dei rispettivi diritti interni, Svizzera e Singapore collaborano per individuare e perseguire i reati. Il trattato bilaterale, firmato a Berna il 21 gennaio 2026 dal consigliere federale Beat Jans e dal ministro della giustizia singaporiano Edwin Tong, crea una base completa di diritto internazionale per questa cooperazione.
Passo importante nella lotta contro il riciclaggio di denaro
Sia la Svizzera sia Singapore rappresentano importanti piazze finanziarie. Pertanto, una buona cooperazione nell’ambito dell’assistenza giudiziaria internazionale costituisce un passo significativo nella lotta contro la criminalità finanziaria internazionale, in particolare agevolando la persecuzione e la repressione di truffe e riciclaggio di denaro a livello transfrontaliero.
Il nuovo trattato semplifica la cooperazione tra i due Stati, riducendo i requisiti formali e precisando le procedure. In futuro, ad esempio, su richiesta di un pubblico ministero svizzero nell’ambito di un procedimento giudiziario, Singapore bloccherà dei beni in maniera provvisoria anche prima che sia stata emanata una sentenza giudiziaria.
Priorità del diritto nazionale e dei diritti umani
Durante la negoziazione del trattato è stata rivolta particolare attenzione alla questione dei diritti umani: la Svizzera rifiuterà la cooperazione nei casi in cui il procedimento penale a Singapore non rispetti i requisiti della Convenzione europea sui diritti dell’uomo (CEDU) e sosterrà unicamente i procedimenti penali che escludono la pena di morte o pene corporali. I due Stati hanno inoltre convenuto che la cooperazione è subordinata al diritto nazionale, in particolare per il perseguimento di reati fiscali.
Il trattato entrerà in vigore non appena entrambi gli Stati avranno adempiuto le condizioni previste dai rispettivi diritti nazionali. In Svizzera è necessaria l’approvazione del Parlamento, seguita dal referendum facoltativo, come d’uso per questo tipo di accordi.