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Comunicato stampaPubblicato il 6 luglio 2026

Obbligo di annuncio dei posti vacanti nel 2025: aumentano di nuovo i generi professionali

Berna, 06.07.2026 — Secondo il rapporto di monitoraggio sull’attuazione dell’obbligo di annunciare i posti vacanti, pubblicato il 6 luglio 2026 dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), nel 2025 sono stati annunciati più posti vacanti rispetto all’anno precedente (206 002; 2024: 178 026). Ciò è dovuto all’aumento della disoccupazione nel 2024, che ha comportato un maggior numero di generi professionali assoggettati nell’anno in esame.

La SECO, in veste di autorità di sorveglianza secondo la legge sul collocamento (LC), verifica l’attuazione dell’obbligo di annunciare i posti vacanti mediante un monitoraggio. Il rapporto evidenzia che l’obbligo è stato attuato con successo anche nel 2025: i tempi di elaborazione per l’annuncio dei posti vacanti sono stati brevi e i processi di annuncio e collocamento digitali risultano ben consolidati.

Per la prima volta dal 2022: aumento del numero di generi professionali assoggettati

Nel 2021 e nel 2022 gli elenchi annuali dei generi professionali assoggettati erano stati ampliati a causa della crescita della disoccupazione. Quest’ultima è calata nel 2023 e nel 2024 e pertanto i generi professionali erano nuovamente diminuiti. Nel 2025, complice l’aumento della disoccupazione dalla metà del 2023, per la prima volta dal 2022 i generi professionali sottoposti all’obbligo di annuncio sono più numerosi.

La quota di posti vacanti soggetti all’obbligo di annuncio rispetto a tutti i posti vacanti, ossia la portata dell’obbligo di annuncio, è stimata in base alla quota di persone occupate nei generi professionali soggetti all’obbligo di annuncio. Nel 2025 le persone occupate in questi generi professionali erano quasi il doppio (6,4 %) rispetto al 2024 (3,5 %).

Di conseguenza, è aumentato anche il numero di posti annunciati. La loro crescita, tuttavia, è stata piuttosto moderata e questo si spiega con la situazione generale sul mercato del lavoro nel 2025. Nell’anno in esame sono stati segnalati al servizio pubblico di collocamento (SPC) complessivamente 339 062 posti vacanti, di cui 206 002 soggetti all’obbligo di annuncio. La maggior parte di questi annunci sono attribuibili, come negli anni precedenti, ai settori dell’industria e delle costruzioni. Gli annunci del settore dei servizi di alloggio e di ristorazione hanno ripreso ad aumentare.

Il «vantaggio informativo» viene tuttora sfruttato

Gli uffici regionali di collocamento (URC) hanno formulato proposte di collocamento entro i cinque giorni lavorativi per circa la metà degli annunci. In termini percentuali, l’attività di collocamento degli URC è rimasta paragonabile a quanto registrato negli anni precedenti, mentre l’esito positivo del collocamento è leggermente diminuito a causa della situazione più tesa sul mercato del lavoro. Nel 2025 grazie alle proposte di collocamento sono riuscite a trovare un impiego 2369 persone. Il dato include solo le persone collocate mediante gli URC. Non tiene invece conto delle persone in cerca d’impiego (PCI) che si sono candidate autonomamente nell’ambito del vantaggio informativo o che sono state contattate dai datori di lavoro.

Le PCI possono anche beneficiare direttamente del vantaggio informativo registrandosi nell’area protetta della piattaforma «Job-Room» e candidandosi poi di propria iniziativa. La quota di PCI registrate ha segnato una netta crescita dall’introduzione dell’obbligo di annuncio dei posti vacanti: dalla metà del 2023 oscilla tra il 65 e il 70 per cento. Anche i datori di lavoro che hanno accesso a un’ampia rosa di PCI nella Job-Room possono annunciare i posti vacanti agli URC nonché ricevere gratuitamente le proposte di candidati idonei e contattarli direttamente. A differenza dei collocamenti diretti da parte degli URC, nelle statistiche non figurano quelli svolti in autonomia dalle persone in cerca d’impiego o dai datori di lavoro, con esito positivo.

Nel 2026 previsti di nuovo più annunci

Dalla metà del 2023 il tasso di disoccupazione sta salendo di nuovo con un conseguente rialzo, seppur ritardato, dei generi professionali assoggettati: nel 2025, infatti, il 6,4 per cento delle persone occupate era attivo in questi generi professionali, mentre per il 2026 si prospetta il 10,8 percento.