Votazione del 14 giugno 2026: Consiglio federale e Parlamento raccomandano di votare «sì» alla modifica della legge sul servizio civile
Berna, 26.03.2026 — Il 14 giugno 2026 i cittadini voteranno sulla modifica della legge sul servizio civile (LSC). Il Consiglio federale e il Parlamento intendono ridurre il numero delle ammissioni al servizio civile attraverso sei misure. Obiettivo: applicare l’articolo costituzionale secondo cui non c’è libertà di scelta tra servizio militare e servizio civile. Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di accettare l’oggetto in votazione.
In termini assoluti, dal 2009 le ammissioni al servizio civile si mantengono su livelli elevati (2025: 7211 nuove ammissioni). Attualmente più di 60 000 persone sono soggette all’obbligo del servizio civile. Il Consiglio federale ritiene problematico questo numero di ammissioni, in particolare quelle di militari che hanno concluso la scuola reclute nonché quelle di specialisti e di quadri dell’esercito. Inoltre, sono necessarie misure che impediscano che chi presta servizio civile sia avvantaggiato rispetto a chi è soggetto all’obbligo militare. Con questa modifica di legge si intende ribadire chiaramente che il servizio civile è un’eccezione e non un’alternativa al servizio militare.
Dato che è stato chiesto un referendum contro la modifica di legge, il 14 giugno 2026 si terrà una votazione popolare. Secondo il comitato referendario, la revisione danneggia la società senza tuttavia rafforzare l’esercito e provoca una riduzione massiccia del numero di persone che prestano servizio civile: i civilisti verrebbero così a mancare laddove se ne ha più bisogno. Il comitato ritiene inoltre che l’esercito non trarrebbe beneficio dalla loro diminuzione, e che molti di coloro che verranno dissuasi dal prestare servizio civile si faranno esentare dal servizio militare per motivi medici. È infine dell’opinione che la modifica di legge andrebbe a scapito della coesione sociale, dell’ambiente e della sicurezza della Svizzera.
Sei misure per ridurre le ammissioni
Dal 2009 vige la cosiddetta soluzione della «prova dell’atto»: l’ammissione al servizio civile avviene sulla base della dichiarazione unilaterale di una persona idonea di non poter prestare il servizio militare a causa di un conflitto di coscienza. La modifica della legge sul servizio civile non intacca la prova dell’atto, ma ne inasprisce i requisiti per coloro che hanno già prestato una parte considerevole del loro servizio militare: per dimostrare che il loro conflitto di coscienza è insorto solo in un secondo tempo, dovranno essere disponibili a prestare almeno 150 giorni di servizio civile. Si tratta di una durata minima legittima, senza alcun carattere punitivo.
Secondo il testo in votazione, inoltre, le persone soggette al servizio militare che hanno già prestato tutti i giorni di servizio nell’esercito non saranno più ammesse al servizio civile. In questo modo si intende evitare che tali persone eludano l’obbligo al tiro, che dura fino alla fine dell’anno precedente il proscioglimento dagli obblighi militari, risultando così avvantaggiate. Altra novità: i ritmi secondo i quali si presta servizio civile corrisponderanno a quelli del servizio militare: a partire dall’anno successivo all’ammissione i civilisti saranno tenuti a prestare servizio ogni anno.
Le sei misure:
1. Numero minimo di 150 giorni di servizio
2. Applicazione del fattore 1,5 anche ai sottufficiali e agli ufficiali
3. No agli impieghi che richiedono studi di medicina umana, odontoiatria o veterinaria
4. No alle ammissioni di membri dell’esercito con 0 giorni di servizio residui
5. Servizio annuale obbligatorio a partire dall’ammissione
6. Obbligo di svolgere l’impiego di lunga durata già nell’anno successivo all’ammissione al servizio civile passata in giudicato se la domanda viene presentata durante la scuola reclute
Previsto un calo delle ammissioni al servizio civile
Il Consiglio federale e il Parlamento riconoscono che da 30 anni il servizio civile risolve il problema dell’obiezione di coscienza al servizio militare. Inoltre, i civilisti apportano un prezioso contributo all’adempimento di importanti compiti della collettività, laddove altrimenti mancherebbero risorse di personale o queste sarebbero insufficienti. Il servizio civile però è solo uno dei fattori che incidono sull’organico dell’esercito, quindi non ci si può aspettare che le partenze dall’esercito diminuiranno in modo direttamente proporzionale alla riduzione delle ammissioni al servizio civile. Per quanto riguarda queste ultime, si prevede un calo dopo l’attuazione di queste misure. A lungo termine saranno pertanto disponibili meno persone e meno giorni di servizio per gli impieghi del servizio civile a beneficio della società: considerando però la necessità di applicare l’articolo costituzionale secondo cui non sussiste libertà di scelta tra servizio militare e servizio civile sostitutivo, bisogna accettare questo fatto.
Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di votare «sì» al disegno di modifica della legge sul servizio civile.
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Votazione sulla modifica della legge federale sul servizio civile
FF 2025 784 - Messaggio concernente la modifica della legge sul servizio civile | Fedlex