Il Consiglio federale definisce le linee direttrici della prossima riforma dell’AI
Berna, 11.02.2026 — La prossima riforma dell’AI, denominata Riforma per l’integrazione, mira a promuovere la permanenza, l’inserimento o la reintegrazione degli assicurati nel mercato del lavoro. Nella sua seduta dell’11 febbraio 2026, il Consiglio federale ha definito le linee direttrici della riforma. Una delle sue misure principali è l’introduzione di una nuova prestazione per l’integrazione. Parallelamente, occorrerà adottare tutte le misure possibili per evitare il ricorso a un finanziamento aggiuntivo dell’AI. Se questo non basterà, il Consiglio federale proporrà un aumento dei contributi salariali compreso tra 0,1 e 0,2 punti percentuali. Inoltre, il Dipartimento federale dell’interno è stato incaricato di esaminare misure tese a garantire, a breve termine, le liquidità necessarie per il finanziamento delle uscite correnti, nel caso in cui la situazione finanziaria dell’AI dovesse deteriorarsi più rapidamente del previsto.
Negli ultimi anni il numero delle persone che percepiscono una rendita d’invalidità ha registrato un aumento. Pur essendo rilevabile in tutte le fasce d’età, l’incremento delle nuove rendite è particolarmente marcato tra le persone di età compresa tra i 18 e i 24 anni e quelle tra i 60 e i 64 anni. Le cause di questa evoluzione sono molteplici e note soltanto in parte. Una delle ragioni è l’aumento delle malattie psichiche gravi, osservata anche in altri Paesi; nel 2024 un beneficiario di rendita su due soffriva di una malattia psichica. Tra gli altri fattori che spiegano l’aumento del numero di rendite figurano diverse modifiche legislative e decisioni giudiziarie (cfr. scheda informativa).
Nuova prestazione per l’integrazione dei giovani
In questo contesto, la Riforma per l’integrazione proposta dal Consiglio federale prevede, da un lato, misure destinate a tutti gli assicurati, affinché possano, per quanto possibile, rimanere nel mercato del lavoro o rientrarvi rapidamente e, dall’altro, una maggiore offerta di sostegno e accompagnamento per i giovani adulti. Il Consiglio federale intende quindi introdurre una nuova prestazione per l’integrazione, destinata agli assicurati tra i 18 e i 25 anni con un potenziale d’integrazione, il cui stato di salute non permette loro ancora di partecipare a misure d’inserimento professionale. L’obiettivo è di evitare che questi giovani entrino precocemente nel sistema di rendita e di rafforzare la loro autonomia a lungo termine. La prestazione per l’integrazione comprenderà una prestazione in denaro e un accompagnamento personalizzato per i singoli assicurati e il loro ambiente circostante, per aiutarli a gestire meglio le sfide legate alla malattia e prepararli gradualmente a eventuali misure d’inserimento. L’accesso a una rendita dell’AI resterà garantito per tutti gli assicurati che, a causa di un danno alla salute e delle sue ripercussioni sulla capacità al guadagno, adempiono durevolmente i criteri per la concessione di una rendita.
Altre misure previste
La riforma prevede inoltre di migliorare l’accesso alle formazioni iniziali e continue finanziate dall’AI, per rafforzare il sostegno a favore dei giovani, delle persone poco qualificate e di quelle a basso reddito, che oggi difficilmente adempiono i criteri per una riconversione professionale. Con queste modifiche s’intende garantire la parità di trattamento, una migliore preparazione degli assicurati rispetto alle esigenze del mercato del lavoro e l’aumento delle loro prospettive d’integrazione duratura. A medio termine, le misure previste dovrebbero incidere positivamente anche sulla situazione finanziaria dell’AI frenando durevolmente l’aumento delle nuove rendite.
Per completare la riforma, sono previste anche misure tese a ottimizzare le prestazioni e a rafforzare il sistema dell’AI. In particolare, si prevede di semplificare le regole applicabili alle indennità giornaliere per armonizzare le condizioni di diritto, di allentare alcuni requisiti posti e di ripristinare il versamento diretto agli assicurati invece che ai datori di lavoro. Inoltre, il progetto mira a rendere la procedura di accertamento più efficace e più rapida, con un ricorso meno sistematico alle perizie esterne. Infine, la revisione concerne anche la terminologia della LAI: due espressioni giudicate obsolete o peggiorative verranno riesaminate e, se del caso, saranno proposte alternative più appropriate.
Stabilizzazione della situazione finanziaria dell’AI e riduzione del suo debito nei confronti dell’AVS
La riforma prevede anche misure destinate a stabilizzare e risanare la situazione finanziaria dell’AI, che attualmente presenta deficit strutturali e continua a deteriorarsi. Le uscite dell’assicurazione superano le sue entrate dall’inizio degli anni 1990, fatta eccezione per il periodo compreso tra il 2011 e il 2017, in cui un finanziamento aggiuntivo temporaneo tramite l’IVA ha permesso di riportare i conti in pareggio. Per garantire a lungo termine le liquidità dell’assicurazione, riportare il fondo al livello prescritto per legge e avviare a medio termine la riduzione del suo debito, andranno adottate tutte le misure possibili che permettano di evitare il ricorso a un finanziamento aggiuntivo. Se questo non basterà, il Consiglio federale proporrà un aumento dei contributi salariali compreso tra 0,1 e 0,2 punti percentuali.. Inoltre, la riforma prevede un adeguamento delle regole per la fissazione degli interessi sul debito dell’AI nei confronti dell’AVS, come pure una modifica del calcolo del contributo della Confederazione. Infine, il progetto prevede anche l’introduzione di un meccanismo d’intervento a medio termine, per il caso in cui la riforma non permettesse di stabilizzare la situazione finanziaria dell’AI. Questo meccanismo dovrà essere coerente con quello proposto nell’ambito della riforma AVS 2030.
Se il deterioramento della situazione finanziaria dell’AI dovesse subire un’accelerazione nel breve periodo, sarebbe indispensabile adottare misure prima dell’entrata in vigore della Riforma per l’integrazione, al fine di garantire il finanziamento delle uscite correnti dell’assicurazione. Il Consiglio federale ha dunque incaricato il Dipartimento federale dell’interno (DFI) di vagliare, in collaborazione con il Dipartimento federale delle finanze, misure che permettano di garantire in qualsiasi momento le liquidità necessarie all’assicurazione. Verranno quindi esaminate misure sul fronte sia delle entrate che delle uscite.
Il DFI presenterà al Consiglio federale, entro la fine del 2026, un avamprogetto della Riforma per l’integrazione da porre in consultazione. Considerato in particolare il fabbisogno finanziario, le attività saranno svolte in stretto coordinamento con i lavori legislativi relativi alla prossima riforma dell’AVS (AVS2030).