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Comunicato stampaPubblicato il 28 ottobre 2026

Consegna di prove elettroniche: una soluzione transitoria mira ad attenuare il conflitto giuridico per i provider

Berna, 28.10.2026 — Grazie a un’autorizzazione speciale, i provider svizzeri possono trasmettere direttamente alle autorità inquirenti europee i dati richiesti come prove elettroniche. La nuova normativa europea e-evidence autorizza infatti dette autorità a richiedere direttamente ai provider attivi nello spazio UE la consegna dei dati. Fino alla creazione di una base legale, questa soluzione transitoria garantisce che per i provider non insorga alcun conflitto tra la normativa svizzera e quella europea. Nella seduta del 28 ottobre 2026, il Consiglio federale ha adottato il corrispondente modello di decisione.

Con la nuova normativa e-evidence, le autorità inquirenti europee possono richiedere in modo rapido e semplice ai provider prove elettroniche (cosiddette e-evidence) come ad esempio e-mail, chat o indirizzi IP. Negli Stati membri dell’UE è in corso l’attuazione della nuova base legale.

Già nella primavera del 2025, il Consiglio federale aveva incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di esaminare la creazione di basi legali pertinenti per la Svizzera e di valutare l’opportunità di una collaborazione più stretta con l’UE in questo ambito. Le verifiche sono in corso: in particolare sono al vaglio i lavori attuativi degli Stati membri dell’UE ed è in fase di preparazione una corrispondente base legale svizzera.

Conformemente alla nuova normativa e-evidence, a determinate condizioni, le autorità inquirenti europee possono obbligare i provider che hanno un legame con la Svizzera e offrono i loro servizi anche nell’UE (p. es. Swisscom, Sunrise o Protonmail) a consegnare i loro dati come prove elettroniche. Procedendo in questo modo, però i provider che hanno legami con la Svizzera in determinati casi violerebbero l’articolo 271 del Codice penale. Questa situazione è insoddisfacente per il settore, poiché vi è il rischio che i provider infrangano il diritto svizzero o quello europeo.

Rilascio su richiesta dell’autorizzazione per la consegna di prove elettroniche

Fino alla creazione di una base legale, una soluzione transitoria mira ad attenuare questa difficile situazione: in concreto, i provider potranno da subito consegnare i dati richiesti, in particolare quelli conservati in Svizzera, avvalendosi di un’autorizzazione speciale. Nella seduta del 28 ottobre 2026, il Consiglio federale ha adottato il relativo modello di decisione in base al quale il DFGP rilascerà un’autorizzazione ai provider che ne fanno richiesta, a condizione che la consegna dei dati sia disposta da una competente autorità inquirente europea. Tale autorizzazione speciale vale al massimo due anni al termine dei quali va nuovamente richiesta, a meno che nel frattempo non sia stata introdotta una soluzione definitiva tra la Svizzera e l’UE.