Il consigliere federale Jans sottolinea l'importanza della cooperazione europea in materia di migrazione e sicurezza
Bruxelles, 04.06.2026 — Il 4 giugno 2026 il consigliere federale Jans ha preso parte, a Lussemburgo, all’incontro dei ministri europei della giustizia e degli affari interni, dedicato all'impatto degli attuali sviluppi geopolitici sulla sicurezza interna dello spazio Schengen e l’avvenire della protezione temporanea offerta dall’UE. Il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha evidenziato l'importanza della cooperazione europea in materia di sicurezza e migrazione.
Durante l’incontro i ministri hanno discusso anche l’avvenire dello status di protezione temporanea accordato ai profughi ucraini. La Svizzera, che offre una protezione paragonabile a quella dell’UE, segue con grande interesse le discussioni in corso. Come ha illustrato il consigliere federale Jans, una prassi europea coordinata aiuta a prevenire la migrazione secondaria sgravando i sistemi d’asilo nazionali.
Approcci congiunti nello spazio Schengen
In quanto Stato associato a Schengen e Dublino la Svizzera è strettamente interconnessa con lo spazio europeo di migrazione e sicurezza. La cooperazione con Europol e l’intensa collaborazione Schengen, contraddistinta dall’impiego e lo sviluppo di banche dati comuni come il sistema d’informazione Schengen (SIS) o quello per la registrazione elettronica di cittadini di Stati terzi che entrano o escono dal Paese (EES), rafforzano la sicurezza della Svizzera a lungo termine, come ha ricordato il Capodipartimento.
Nei prossimi mesi avrà la priorità anche l’attuazione del nuovo regolamento sul rimpatrio, sul quale gli Stati membri sono riusciti ad accordarsi poco prima dell’incontro. Il Consigliere federale ha ribadito che la migrazione e la sicurezza sono sfide europee, impossibili da risolvere in solitaria.
Dal 12 giugno 2026 il nuovo Patto UE sulla migrazione e l’asilo si applica in tutta Europa. Il Capodipartimento si è detto convinto che la Svizzera beneficerà del nuovo sistema, ricordando che il UE Patto consente di meglio proteggere la frontiera esterna, di contenere la migrazione secondaria all’interno del continente e di rendere più performante il sistema Dublino.
Colloqui tra omologhi
Il Consigliere federale ha colto l’occasione per conferire a quattr’occhi con i suoi omologhi europei: con il ministro greco per la migrazione e l’asilo Athanasios Plevris ha discusso, tra le altre cose, i progetti finanziati con il secondo contributo svizzero; con il ministro svedese per la migrazione Johan Forssell ha approfondito gli sviluppi della prassi in materia d’asilo nel Paese nordico, mentre con il ministro degli interni lituano Vladislav Kondratovič si è soffermato sul trattamento riservato ai profughi ucraini.